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Sono ciò che la gente definirebbe risolutore di problemi, e di fatto la definizione potrebbe calzare.
A me però piace trasformare questa espressione e renderla così: generatore di risultati.

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Mi occupo di formazione e crescita personale, consulenza aziendale e coaching da più di 20 anni in tutta Italia. Affianco ogni anno aziende, liberi professionisti, impiegati e manager nel loro percorso di cambiamento personale e lavorativo.

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Metto a disposizione dei miei clienti una cassetta degli attrezzi sempre diversa e unica: ogni percorso di crescita è unico e irripetibile, e si basa sulla totale fiducia e interazione che si crea tra me e il cliente.

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Auspico alla crescita del fatturato, degli utili, della qualità del lavoro stesso, attraverso il miglioramento dei cicli produttivi, alla ricerca dell’eccellenza nelle diverse fasi di crescita. 

E se vuoi sapere qualcosa in più su di me…

maurizioSono nato “circa” quarant’anni fa in una bellissima isola che ancora oggi ho il piacere di visitare, per lavoro e per piacere, la Sardegna. Dico nato e non cresciuto perché fin da piccolo con il mio papà ho viaggiato, in Italia e all’estero, laddove il lavoro ci portava e ancora oggi mi rendo conto di aver mantenuto questa abitudine che mi porta ad essere uno dei principali soci sostenitori delle compagnie aeree!

Fin da piccolo ero curioso di capire “i sistemi”, cioè capire come funzionassero le cose; ma più che le “cose”, come orologi o automobili o qualsiasi altro congegno, ero interessato a capire come le cose accadessero e come le persone si comportavano affinché accadessero. A 15 anni lessi Freud e ne presi presto le distanze, non riuscendo  a capire gran parte del suo immenso lavoro; ma non demorsi e mi spostai su letture più scorrevoli, trovando spesso interessanti spunti di riflessione; già da allora mi avvicinai alla Programmazione Neuro Linguistica, cogliendone gli aspetti pratici e funzionali.

Dopo le scuole superiori, iniziai da subito a lavorare come tecnico informatico, e nel frattempo mi iscrissi in ingegneria, frequentavo corsi e seminari sulla comunicazione, insomma avevo le giornate ricche ed interessanti. A 19 anni decisi di tenere il mio primo corso di public speaking, “copiando” da un corso che seguii qualche mese prima e, per fare esperienza, coinvolsi amici e parenti che furono molto colpiti dagli argomenti trattati. Colui che non fu colpito fui io: riguardandomi nelle videoriprese mi accorsi che avevo bisogno di fare ancora tantissima strada prima di ritenermi “presentabile” ad un vero e proprio pubblico!

Dopo due anni di ingegneria a Torino, sostenendo gli esami grazie ad un ottimo background scolastico, decisi di lasciare, per dedicarmi anima e corpo al lavoro e alla formazione (in realtà feci anche un breve passaggio in Psicologia a Roma, ma presto capii che le miei idee spesso si discostavano dall’approccio meramente scientifico e talvolta datato della terapia e dell’approccio di tipo classico).

Iniziai ad investire sempre più tempo e risorse in formazione in giro per il mondo, conoscendo i principali formatori del panorama mondiale come A. Robbins, R Dilts, R. Bandler e J. Grinder e presi da loro tutto ciò che potevo.

Man mano che il tempo passava, osservavo sempre maggiore consapevolezza nei miei mezzi ma soprattutto dei risultati che, anche nelle sessioni di Coaching, riuscivo ad ottenere con le persone che seguivo. Capii presto, o forse voglio pensare che fosse presto, che l’unico modo di aiutare qualcuno era chiedere e pretendere che lui lo volesse, altrimenti ogni risultato era vano; da buon Ariete testardo (oggi mi definisco caparbio), certo delle tecniche che avevo tra le mani, volevo portare chiunque sulla propria strada senza assicurarmi che ci fosse la consapevolezza e la voglia di farlo. Ed ecco che spesso il risultato, se l’attività di Coaching prendeva questa piega, naufragava e io mi buttavo a riascoltare le registrazioni per capire dove avessi sbagliato, cosa avrei potuto migliorare ancora.

Arriviamo così ad una decina di anni fa, quando mi trovai ad un bivio: continuare con le attività di business nell’information technology e ritagliare il tempo per fare il Coach e formatore, oppure slegarmi da tutto e tutti e dedicarmi alla mia più grande passione, ovvero capire ed aiutare le persone. La scelta fu difficile, tanti elementi subentrarono nella decisione: aspetti economici, vita affettiva che per diverse ragioni doveva cambiare, abitudini. Alla fine presi la decisione; una di quelle  decisioni che quando le prendi non puoi tornare più indietro: mi immaginai col fagotto in giro per il mondo per prendere ciò che doveva essere mio: essere uno dei principali formatori al mondo, stimato e acclamato, fonte di successi e soddisfazioni.

E così acquisii le certificazioni internazionali in Programmazione Neuro Linguistica fino al titolo di Licensed NLP Trainer e di Licensed NLP Coach Trainer, ad oggi uno dei 24 fortunati al mondo. Numerosi sono anche gli attestati delle principali scuole europee e non, con le quali ho proseguito e tutt’ora proseguo la mia formazione, alla ricerca di nuovi spunti ed idee, alla ricerca del miglioramento costante e continuo che promuovo nei miei corsi.

L’aspetto più piacevole del mio lavoro è senz’altro che non è solo un lavoro, bensì una passione lunga una vita, un modo di essere, che mi porta a confrontarmi con il chirurgo estetico, con l’imbianchino, con il campione del mondo di sollevamento pesi o con l’impiegato delle poste: da ognuno imparo qualcosa, sempre, condivido esperienze, apprezzo e godo della loro ospitalità e delle peculiarità di ogni zona del mondo.

In conclusione posso dirmi soddisfatto e felice della mia vita e allo stesso tempo posso anche dire che ho una grande voglia di cambiare una parte del mondo, quella con cui posso interagire, e voglio farlo vivendo “con gusto” ogni attimo della mia esistenza e facendolo vivere a chi incontro nella mia strada.